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Appare ormai cosa scontata l’inasprimento delle sanzioni dell’Unione europea alla Russia: come ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel arrivando al vertice di Bruxelles, “Purtroppo non sono stati fatti progressi sull’attuazione delle nostre richieste e per questo faremo nuove sanzioni perché riteniamo che il contributo della Russia sull’Ucraina non sia ancora sufficiente”.

Da quanto si è appreso, non si tratterebbe comunque di arrivare al “terzo livello”, che prevedrebbe l’adozione di misure atte a colpire l’economia di Mosca, bensì, come ha spiegato il ministro francese Laurent Fabius, di un “avanzamento” di quelle attuali, indirizzate a colpire “entità che sostengono materialmente o finanziariamente le azioni che minacciano o minano la sovranità dell’Ucraina, la sua integrità territoriale e la sua indipendenza”, o ancora progetti di cooperazione Ue-Russia esclusi quelli che coinvolgono organizzazioni della società civile.

Più dure le sanzioni promosse dagli Stati Uniti, che mirano a colpire il settore bancario, dell’energia e della Difesa.

Nella foto: il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius