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Al vertice di Minsk tra l’Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan), l’Unione europea e l’Ucraina, è stato trovato l’accordo per avviare un gruppo di contatto sulla crisi del Donbass.
Ne ha dato notizia il presidente russo Vladimir Putin dopo due ore di colloquio con il collega ucraino Petro Poroshenko, e fra i due vi è stata una storica stretta di mano, la seconda dopo essersi visti in modo ufficioso in occasione del Settantesimo dello sbarco in Normandia.
Putin ha affermato che “Faremo tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni”, per cui la Russia è “pronta a fornire il suo sostegno per il raggiungimento di un accordo tra Kiev e i ribelli”.
Poroshenko ha parlato di “exit strategy” della crisi in quanto “tutti i giocatori coinvolti nella situazione vorrebbero uscirne con dignità; siamo pronti a discutere diverse possibilità che potranno garantire una tale exit strategy, l’uscita verso un futuro pacifico per l’Ucraina, l’uscita per un futuro pacifico per l’Europa”,
Poroshenko ha comunque sottolineato la salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese.
Al vertice italo-russo di Trieste, dello scorso 26 aprile, Putin aveva parlato dell’impossibilità, per i debiti contratti, che l’Ucraina non passasse con l’unione doganale ed anche a Minsk ha dichiarato che l’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea può costare alla Russia più di 100 miliardi di rubli (circa 2,10 miliardi di euro).
Probabilmente la crisi delle regioni orientali, ben sostenuta da Mosca, ha avuto lo scopo di mantenere alta la tensione al fine di rendere definitiva l’annessione della Crimea alla Russia, penisola dove è stanziata la Flotta del Mar nero, proprio quale risarcimento voluto dal Cremlino nei confronti della scelta di Kiev di guardare a ovest.
Putin ha già fatto sapere che verrà introdotta per l’Ucraina la tassazione per le merci prevista per l’Ue e non più quella preferenziale riservata ai paesi aderenti all’Unione doganale.
Per quanto riguarda i paracadutisti russi fatti prigionieri nel territorio ucraino, Mosca ha fatto sapere che si sarebbe trattato di uno sconfinamento involontario.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha poi informato che è stato anche raggiunto un accordo per far arrivare gli aiuti umanitari russi nelle regioni ucraine ribelli, “sotto l’egida della Croce rossa internazionale e in pieno coordinamento con le autorità di Kiev”.

