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L’Affair Yulia Timoshenko e più in generale la mancata riforma del sistema giudiziario e quindi il rispetto dei diritti civili nel paese ex sovietico sta sempre più allontanando l’Ucraina dal dialogo con l’Unione europea e soprattutto sta consegnando Kiev all’Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, voluta da Putin.

Per questo la speranza del presidente ucraino Viktor Yanukovich, che ha partecipato a Bratislava ad un summit dei capi di Stato dell’Europa centrale, di firmare in novembre un accordo con l’Unione europea per l’inclusione di Kiev nello spazio economico e politico comune europeo appare remota, per quanto a Bratislava Yanukovich abbia affermato che “La fiducia dell’Ucraina nell’Unione europea e il desiderio di diventarne un giorno membro a pieno titolo non sono crollati, ancora oggi l’Ue rimane per noi un esempio di successo politico, economico e sociale”.