di Marco Paganelli –

Il Parlamento europeo ha approvato con 535 voti favorevoli, 94 contrari e 44 astenuti l’accordo di associazione tra l’Unione Europea e la Moldavia finalizzato alla creazione di una “zona di libero scambio globale e approfondito” (Dctfa) che comprende anche la Transnistria ovvero la regione che ha dichiarato la propria indipendenza, nonostante la contrarietà del governo centrale, il 2 settembre 1990 passando sotto tutela della Russia.

L’intesa che è stata siglata con Bruxelles non si è limitata a invitare Mosca a “rispettare pienamente l’integrità territoriale della Repubblica di Moldova nonché la sua scelta europea”, ma ha accusato esplicitamente il Cremlino di destabilizzare la regione servendosi “dei divieti d’importazione dei prodotti” del paese il quale continua ad attuare le iniziative necessarie al fine di contrastare gli effetti dell’embargo imposto da Putin.

Il relatore del documento Petras Austrevicius ha espresso la propria soddisfazione affermando che l’accordo sottolinea il successo delle riforme economiche e politiche attuate dalle autorità locali.

Il prossimo 30 novembre si terranno le elezioni parlamentari che indubbiamente saranno cruciali.

Il rischio è che questa situazione possa generare tensioni etniche e intensificare quelle internazionali poiché l’esplosione di una nuova eventuale crisi potrebbe danneggiare ulteriormente i rapporti, che purtroppo si sono deteriorati a causa degli eventi nella vicina Ucraina, anche tra la Russia e il vecchio continente.