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Il Consiglio Affari interni dell’Unione Europea riunitosi a Bruxelle ha disatteso le aspettative dell’Italia portando a 35mila il numero dei profughi da ridistribuire, cioè 5mila in meno di quanto Roma si aspettava. Non solo: è stata rigettata anche la richiesta della Commissione di rendere obbligatoria l’accettazione dei profughi redistribuendi in base a parametri quali il Pil e la popolazione, lasciando di fatto in piedi il criterio della libera facoltà.

A tale risultato si è arrivati su insistenza dei paesi dell’Europa orientale ed in particolare della Polonia, ma anche della Spagna. Diametralmente opposto l’atteggiamento dell’Irlanda, che si è detta disponibile ad accogliere 600 rifugiati, pur avendo la facoltà di avvalersi della clausola di opt-out su questo tipo di decisioni al pari della Gran Bretagna e della Danimarca.

Unica nota positiva è che è stato stabilito un nuovo incontro sul tema fra sei mesi.