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Su proposta dell’Assemblea degli ambasciatori Ue, Bruxelles ha allungato la lista dei soggetti e delle entità russi soggetti a sanzioni da parte dell’Unione europea, includendo in particolare esponenti dell’intelligence: salgono a 87 le persone colpite dai provvedimenti e a 20 le entità.

Fra le persone a cui viene interdetto il visto e a cui vengono congelati i beni vi sono il direttore dei Servizi esterni di Intelligence, Mikhail Fradkov, e il capo dei Servizi di Sicurezza Federali (Fsb, ex Kgb) Aleksandr Bortnikov, in quanto ritenuti “coinvolti nella definizione della politica del governo russo di minaccia dell’indipendenza, sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina”

Vi sono poi il leader filorusso della Cecenia, Ramzan Kadirov, responsabile di “dichiarazioni in sostegno dell’annessione illegale della Crimea e dell’insurrezione armata in Ucraina” e di aver dichiarato di essere pronto “ad inviare 74mila volontari ceceni in Ucraina”, e l’auto-proclamato governatore di Donetsk, Pavel Gubarev, il quale “ha richiesto l’intervento russo in Ucraina orientale, compreso il dispiegamento di forze russe di peacekeeping. E’ inoltre responsabile del reclutamento per le forze armate dei separatisti”.

Le entità colpite dalle sanzioni dono le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e i gruppo dei separatisti.

Sono previste prossimamente nuove sanzioni che interesseranno il settore bancario e della Difesa.