di Guido Keller

Tra le importanti decisioni assunte oggi dalla Commissione europea vi è la proroga controlli frontiere interne Schengen, dal momento che la cordata dei sei paesi richiedenti, cioè Austria, Germania, Svezia, Danimarca, Francia e Belgio, continuano a ravvisare la permeabilità delle frontiere esterne e il rischio per l’ordine pubblico. La misura interessa anche la Norvegia, che non fa parte dell’Unione Europea, ma che partecipa al Trattato di Schengen: lo scopo è quello di cercare di controllare i flussi di migranti irregolari provenienti dalla rotta balcanica e di quelli massicci ipotizzati per l’estate in arrivo dal Mediterraneo e quindi dall’Italia. Infatti i sei governi hanno denunciato che ancora oggi vi sono palesi lacune nella gestione delle frontiere esterne, con la carenza di controlli soprattutto in Grecia.

Le misure non sono state rese conseguenti agli attentati di Bruxelles e di Parigi, per cui si continua ad auspicare la cooperazione tra le intelligence dei vari paesi, come neppure l’annunciata costruzione della barriera al Brennero. L’Austria potrà tuttavia continuare ad applicare i controlli alle sue frontiere con la Slovenia e con l’Ungheria.

A tutti i paesi è stato chiesta la produzione ogni due mesi alla Commissione dei rapporti sull’andamento dei controlli in modo da arrivare ad una riduzione graduale entro novembre, fino alla completa eliminazione, per cui, come ha spiegato il commissario Ue alla Politica comune di immigrazione e asilo Dimitris Avramopoulos, “Entro la fine dell’anno tutti i controlli alle frontiere interne dovranno essere tolti e torneremo alla situazione normale di Schengen”.

Novità interessano anche la Turchia nel quadro degli accordi firmati il 18 marzo per trattenere i profughi e i migranti, i quali indicano la riapertura dei processi di adesione all’Ue, il finanziamento di 3 miliardi di euro (250 milioni la quota italiana) estensibili fino a 6 per gestire i profughi e l’abolizione dei visti per i cittadini turchi in viaggio verso l’Ue: con la decisione di oggi, che sarà girata al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue, i cittadini turchi potranno muoversi senza visti nello spazio di Schengen ad alcune condizioni, come l’utilizzo del passaporto biometrico.