di Guido Keller –
Dopo che John Kerry ha portato a ragionare il premier Netanyauhu sulla crisi dell’”Intifada dei coltelli”, per cui “sulla Spianata delle Moschee pregheranno solo i musulmani, mentre gli altri saranno solo visitatori”, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen è stato oggi ricevuto a Bruxelles dalla Pesc Federica Mogherini al fine di individuare misure concrete volte a riportare la calma a Gerusalemme.
Mogherini ha chiesto il raffreddamento della crisi della Spianata delle Moschee (Monte del Tempio per gli ebrei) ed ha auspicato la ripresa dei negoziati finalizzati al raggiungimento della soluzione dei “Due popoli, due Stati”.
Erano state le autorità israeliane a concedere agli ebrei ortodossi di pregare sulla Spianata (Tempio di Salomone), fatto che aveva dato il via a scioperi e soprattutto ad una serie di violenze spesso fatte di accoltellamenti: l’accordo raggiunto grazie alla mediazione del segretario di Stato Usa John Kerry prevede la gestione della sicurezza sulla Spianata ad opera dei militari giordani, mentre Israele istallerà telecamere in quanto, come ha detto lo stesso premier, “al-Aqsa è importante anche per Israele”.
L’incontro voluto da Mogherini appare quindi tardivo per non dire di pro forma, per cui l’intervento di Abu Mazen ha riguardato la situazione generale: “Siamo molto addolorati a causa del sangue versato sulla nostra terra – ha detto – e chiediamo al governo israeliano di adottare le misure necessarie per fermare gli insediamenti dei coloni e riprendere al più presto i negoziati”.

