di Enrico Oliari –

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini la superato l’esame di tre ore della Commissione esteri del Parlamento europeo (Afet), ricevendo così il via libera alla carica di Alto rappresentante della diplomazia europea (Pesc). L’impressione è stata ottima, tanto che il presidente della Commissione esteri, il tedesco Elmar Brok, ha riportato nella lettera inviata al presidente della Conferenza delle Commissioni che si è dimostrata “ben preparata, dedita e competente” ed “ha fatto

un’impressione molto positiva per la sua attitudine”.

Nell’audizione Mogherini ha passato in rassegna le varie sfide del suo prossimo mandato per quelli che si prospettano come “tempi molto difficili”, e Brok ha scritto nella sua relazione che “Ho fiducia che il risultato sarà positivo”.

Per il presidente dell’Afet si tratta del cambiamento di un atteggiamento che in passato lo aveva visto critico nei confronti di Mogherini, mentre ora gli è piaciuto tutto di lei, in particolare “la lotta alla pena di morte, che è il biglietto da visita della Ue”.

Nell’audizione Mogherini ha toccato più questioni, e sulla Russia ha risposto che “non è più partner per la Ue” ma resta “un paese strategico e vicino” con il quale “abbiamo cinque anni” per ricostruire un rapporto. “Sarebbe stato meglio aprire prima il dialogo” sull’accordo di associazione Ue-Ucraina.

E a chi le ha chiesto come intende gestire “l’orso russo”, il ministro italiano ha risposto che “Non ho molta esperienza con gli orsi… Ma con la Russia serve un mix di comportamenti, assertivo e diplomatico. Quanto dei due elementi nel mix, dipenderà dall’atteggiamento dell’orso”.

Ha quindi ribadito in materia di crisi del sud del Mediterraneo e del Medio Oriente che il rapporto con Washington deve diventare “una relazione matura”, e soprattutto che “le crisi vanno prevenute, non inseguite per poi correre ai ripari”.