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Nonostante l’emergenza immigrati richieda soluzioni evidentemente non procrastinabili, da Parigi e da Berlino arrivano resistenze al piano della Commissione europea ed i ministri dell’Interno Bernard Cazeneuve e Thomas de Maizière hanno chiesto tempo per ulteriori dibattiti in tema di ripartizione delle quote di profughi.

Il piano della Commissione prevede una “redistribuzione” dei soli profughi richiedenti asilo nel numero di 24mila presenti in Italia e di 16mila già sul suolo greco secondo criteri che tengono conto del Pil, del tasso di disoccupazione, del numero di profughi già accolti e del numero della popolazione. Per profughi richiedenti asilo si intendono coloro che hanno i requisiti riconosciuti dal 75% dei paesi dell’Ue, cioè i siriani e gli eritrei, mentre gli altri, come pure i migranti non profughi (che sono al maggioranza) dovranno essere gestiti dal primo paese che li accoglie.

I due ministri hanno tuttavia parlato oggi della necessità di individuare un equilibro tra “responsabilità” e “solidarietà” nei meccanismi alla base dell’assegnazione di migranti, equilibrio che “non è stato ancora raggiunto” nella proposta della Commissione, per cui “Saranno necessarie discussioni approfondite a livello europeo”, che tengano conto “degli sforzi già effettuati” dai vari paesi.