di Angelo Gambella –
Durante la 199a sessione del Comitato esecutivo dell’UNESCO attualmente in corso a Parigi. dal 4 al 15 aprile, è stata approvata all’unanimità la risoluzione della Russia incentrata sul ruolo dell’UNESCO nel riportare al suo antico splendore l’antica città di Palmira, parzialmente devastata dall’ISIS.
L’iniziativa è stata presentata mentre i genieri russi sono al lavoro con l’esercito siriano per rendere nuovamente fruibile l’area archeologica e la città moderna. Ad oggi, secondo un comunicato della difesa russa, risultano bonificati 182 ettari con la neutralizzazione di quasi 3000 ordigni esplosivi. Come abbiamo riportato in un precedente contributo su questo giornale la Russia è in questo momento titolare di una forte iniziativa internazionale su Palmira dai notevoli riflessi geopolitici.
Il documento dal titolo “Sul ruolo dell’UNESCO per il restauro e la conservazione di Palmira e di altri siti del patrimonio culturale della Siria”, approvato all’unanimità dai delegati dell’organizzazione internazionale, delinea i passaggi da seguire per riportare il sito al suo stato originale.
La delegata permanente della Russia presso l’UNESCO, signora Eleonora Mitrofanova, ha dichiarato che la risoluzione ha una forza simbolica “nel fatto che, avendo raggiunto un consenso sulla questione, dimostriamo la nostra solidarietà unanime al popolo della Repubblica araba siriana, che soffre per lo stato di guerra”, e che ha una parte pratica nel senso che “dimostriamo di esprimere la nostra volontà di unire le forze e i mezzi necessari per restaurare e preservare Palmira e altri siti del patrimonio mondiale della Siria”.
Intanto il direttore generale Irina Bokova ha dichiarato che “Palmira appartiene a tutta l’umanità e a tutti i siriani. Tutti i siriani, insieme, devono essere in grado di recuperare questo patrimonio come simbolo di identità e dignità”.

