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La polizia ungherese è ricorsa ai gas lacrimogeni per obbligare circa 200 migranti a rimanere nel centro di identificazione per rifugiati di Roeszke.
La struttura di prima accoglienza si trova nella parte di confine tra la Serbia e l’Ungheria ancora non raggiunto dalla barriera di reti e filo spinato alta 4 metri e lunga 176 chilometri voluta dal governo di Viktor Orban, da dove si è garantito che l’opera verrà terminata entro la fine mese.
Un portavoce della polizia ungherese, Szabolcs Szenti, ha comunicato che i migranti rifiutavano di lasciare le impronte digitali e che volevano lasciare il centro, da cui sono seguiti momenti di tensione con le autorità del paese europeo. “La polizia sta cercando di riportare alla calma la situazione – ha spiegato – anche se gli immigrati continuano a urlare”.

