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L’Ungheria lascerebbe a desiderare in tema di diritti civili, ed in particolare sarebbe carente nel rispetto delle minoranze, nella libertà di partecipazione dei partiti alla vita politica e non garantirebbe la piena autonomia del sistema giudiziario.

Non rispetterebbe quindi l’articolo 2 del Trattato di Lisbona, il quale impone il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e dei diritti umani.

Per questo motivo la Commissione Libertà Civili del Parlamento europeo ha approvato, con 31 voti a favore, 19 contrari e 9 astensioni, un rapporto che andrà a fine luglio al voto dell’Assemblea parlamentare, dove, se approvato, farà scattare le sanzioni previste all’articolo 7 dei trattati.

“L’Unione europea – ha spiegato il relatore del rapporto, il Verde portoghese Rui Tavares – ha lodevoli valori sulla carta, ma devono essere messi in pratica. Quello che abbiamo voluto dire oggi, è che i cambiamenti costituzionali in Ungheria sono sistematici e che l’andamento generale di questi cambiamenti sono incompatibili con l’art. 2 del Trattato”.