di C. Alessandro Mauceri –

Il governo ungherese e in modo particolare il premier Viktor Orban sono finiti nella bufera dopo il fallimento dell’agenzia di intermediazione finanziaria Questor alla quale era stata affidata anche la gestione del denaro pubblico, per miliardi di euro. Csaba Tarsoly, titolare della società e molto vicino al governo, è stato arrestato. L’accusa è di aver sperperato miliardi di euro di piccoli risparmiatori in investimenti sbagliati.

Un danno che inevitabilmente avrà conseguenze sulla politica economica del paese: Orban, infatti, in un’intervista ha ammesso che la società gestiva denaro pubblico proveniente da diversi ministeri. Una dichiarazione che avrà conseguenze politiche non secondarie: l’investimento di denaro pubblico in agenzie di brokeraggio è contro ogni regola e ogni legge.

Ma non sono queste le sole responsabilità del governo: sono in molti a domandarsi come mai il governo sebbene informato del concreto rischio di crollo della società (come ammesso dallo stesso premier dicendo che era intenzione del governo ritirare i soldi prima del fallimento), non abbia avvertito i risparmiatori. ‘‘Il governo ha messo i propri soldi al sicuro lasciando in difficoltà la gente comune. Orban è andato ben oltre le sue prerogative e deve dimettersi’‘, ha detto il leader del partito socialista Tóbiás József.

Anche sotto il profilo economico le conseguenze potrebbero essere rilevanti: István Kálmán-Pikó, rappresentante legale delle vittime ha detto che “Al momento non è chiaro chi siano i responsabili, quello che vediamo è che la lista dei nomi si allunga ogni giorno. Grazie al lavoro di esperti legali, nei prossimi giorni saremo in grado di capire chi verrà citato a giudizio”. Attila Magyar, inviata a Budapest per Euronews, ha osservato che ‘‘Mentre lo scandalo dell’agenzia finanziaria ‘Questor’ tocca i livelli politici più alti, le vittime non hanno ancora accesso a nessuna informazione. Non sanno se riusciranno a riavere la totalità o una parte di soldi che hanno investito”.