TMNews, 1 ott 12 –
Il lavoro dell`Unhcr e delle altre agenzie umanitarie è messo oggi a dura prova da una combinazione simultanea di nuovi e vecchi conflitti irrisolti e l’organizzazione si trovi di fronte ad un livello di rifugiati mai raggiunta nella sua storia recente, con nuove emergenze parallele in Siria, Mali, Sudan e Sud Sudan, e nella Repubblica Democratica del Congo: è quanto si legge in un comunicato dell`Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres. “Già nel 2011, con il susseguirsi di una crisi dopo l`altra, più di 800mila persone avevano attraversato le frontiere dei loro paesi in cerca di rifugio – una media di più di 2.000 rifugiati al giorno. Il numero più alto di sempre nell`ultima decade. Quest`anno, fino ad ora, più di 700mila persone sono fuggite dalla Repubblica Democratica del Congo, dal Mali, dal Sudan e dalla Siria” ha spiegato Guterres in un discorso tenuto a Ginevra in occasione dell`apertura del meeting annuale del Comitato Esecutivo dell`Unhcr. La capacità dell`Unhcr di assistere le persone costrette alla fuga nel mondo è stata “duramente messa alla prova” dal susseguirsi di queste nuove crisi, ha detto Guterres. L`Alto Commissario ha poi lodato i Paesi che hanno tenuto aperte le frontiere alle persone in fuga dalla guerra e ringraziato i donatori per non aver smesso di dare il loro generoso sostegno specialmente in tempi di crisi economica globale.
Tuttavia, Guterres ha anche ricordato come i costi per aiutare gli oltre 42 milioni di persone costrette alla fuga in tutto il mondo crescano rapidamente, con situazioni di esilio protratto che non accennano a risolversi, come quelle della Somalia e dell`Afghanistan: “Ci troviamo in un momento nel quale le richieste di assistenza aumentano, mentre i mezzi disponibili per soddisfarle sono rimasti quelli di un anno fa. Le nostre operazioni in Africa, in particolare, sono pesantemente sottofinanziate,” ha aggiunto. “In questo momento non c`è possibilità di rispondere a bisogni non previsti. Non abbiamo riserve disponibili. E questa situazione, in un contesto imprevedibile come quello in cui operiamo, desta enorme preoccupazione.” Guterres ha evidenziato come l`Unhcr abbia intrapreso nuovi sforzi per migliorare il proprio intervento, come tagliare gli acquisti non essenziali e stringere i controlli sul rifornimento degli stock di aiuti. Ha parlato inoltre di come l`Unhcr, i cui fondi si basano su contributi volontari, stia cercando ulteriori finanziamenti da fonti non tradizionali, incluso il settore privato. Guterres, a capo dell`Unhcr dal 2005, ha ricordato che i Paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati, principalmente Paesi in via di sviluppo, hanno bisogno di un sostegno continuo. Ha anche accennato all`importanza della collaborazione con gli altri attori umanitari, incluse le ONG locali in paesi e regioni con vaste popolazioni di sfollati e rifugiati. L`Alto Commissario ha poi sottolineato come, se da un lato porre fine ai conflitti richiede una soluzione politica, dall`altro gli attori umanitari dovrebbero anche fare di più per migliorare le prospettive di pace – mettendo in atto strategie di advocacy, investendo nei mezzi di sostentamento, nell`educazione e in altre attività che rafforzino l`autonomia delle popolazioni di rifugiati. Il Comitato Esecutivo dell`Unhcr, composto attualmente da 87 membri, si riunisce a Ginevra annualmente per rivedere e approvare i programmi e il budget dell`Organizzazione, esprimere pareri sul tema della protezione internazionale e discutere un`ampia serie di temi con l`Unhcr e i suoi partner intergovernativi e non governativi.

