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L’Uruguay è il primo paese al mondo ad aver legalizzato la produzione e la vendita della marijuana: con 16 voti a favore e 13 contrari il Senato di Montevideo ha approvato il disegno legge sostenuto dal presidente Josè Mujica, che porterà lo Stato ad avere il pieno controllo sul commercio di marijuana, nel tentativo di toglierlo alla criminalità.
Saranno così le farmacie pubbliche a vendere direttamente ai consumatori maggiorenni la droga leggera, nella misura di 40 grammi mensili per consumatore.
Chi ne fa uso sarà registrato in un apposito database e potrà coltivare in modo autonomo fino a sei piante di marijuana per un massimo di 480 grammi annuali, oppure riunirsi in apposite associazioni, che conteranno dai 15 ai 45 consumatori, per far crescere in modo collettivo fino a 99 piante.
Il senatore Robetro Conde, che ha presentato il disegno di legge a nome del Frente Amplio, partito di sinistra al governo, ha spiegato che “La guerra contro la droga ha fallito” e che per questo serviva “una risposta inevitabile”.
Da parte sua il presidente Mujica, che ha parlato comunque di “esperimento”, ha osservato che “Ci sono molti dubbi e le perplessità sono legittime, tuttavia i dubbi non dovrebbero paralizzarci nel cercare nuove strade”. “Non è un Viva la Peppa, è invece come prendere una purga: è prendere misure che non sono buone, ma che tolgono tante persone dal narcotraffico”.
Da quarant’anni, infatti, il consumo della marijuana nel paese latino non è reato, ma il suo commercio è in mano alle organizzazioni criminali e quindi alla delinquenza, specie, per lo spaccio, minorile. Resta quindi da stabilire il prezzo, che potrebbe essere di un dollaro al grammo, contro i circa 12 chiesti oggi nel mercato illegale.
