di Alberto Galvi –
Si va al secondo turno nelle elezioni presidenziali dell’Uruguay: il 24 novembre Yamandú Orsi, presidente dal 2005 al 2019, cercherà di battere Alvaro Delgado. Orsi è a capo dell’alleanza di centrosinistra Frente Amplio, mentre Delgado è stato segretario della presidenza del governo del presidente Luis Lacalle Pou.
Molti vedono l’Uruguay come una democrazia stabile nella regione. Durante i 15 anni al potere il Frente Amplio ha guidato una solida crescita economica e prodotto leggi socialmente liberali, legalizzando l’aborto, l’uguaglianza dei matrimoni gay e la marijuana ricreativa. L’Uruguay ha anche sviluppato una delle reti energetiche più verdi al mondo, alimentata da energia rinnovabile.
Gli elettori hanno indicato la criminalità legata al traffico di droga come una delle principali preoccupazioni del paese.
Nel paese si è anche votato dei referendum per abbassare l’età pensionabile di cinque anni, a 60 anni, e per rimuovere le restrizioni che impediscono alla polizia di effettuare incursioni notturne nelle abitazioni private. Gli uruguaiani hanno respinto entrambi i referendum. Il voto delle presidenziali ha segnato una rottura con le nette divisioni tra destra e sinistra osservate in altri paesi latinoamericani, tra cui Brasile, Argentina e Messico.












