di C. Alessandro Mauceri

Abbott gregÈ di poche ore fa la notizia che il governatore del Texas, Greg Abbott, repubblicano e Attorney General del proprio Stato, con un gruppo di altri 17 Stati hanno fatto causa all’amministrazione Obama per il decreto esecutivo sulla riforma dell’immigrazione. La riforma di Obama prevede la regolarizzazione di cinque milioni di immigrati, ma secondo la denuncia di Abbott, “calpesterebbe” una parte della Costituzione americana.

In base alla proposta di legge promossa da Obama il 20 novembre, saranno “ammessi” negli Usa poco più di quattro milioni di genitori di cittadini americani (negli Usa è in vigore lo Ius soli), e residenti permanenti, che abbiano vissuto negli Usa per almeno 5 anni. A questi dovrebbe sommarsi un altro milione di clandestini che godranno dell’estensione del programma dei “Dreamers”, i giovani immigrati arrivati negli Usa da minorenni, senza più alcun limite di età. Come detto da molti, le finalità della misura di Obama potrebbero essere diverse: innanzitutto il reperimento di manodopera a basso costo (gli immigrati regolarizzati avranno diritto di lavorare) e, poi, reperire consensi in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2016. “La buona notizia, nonostante il fatto che, ovviamente, le elezioni di medio termine non sono andate esattamente come avevo sperato, è che ci rimangono enormi aree di potenziale azione bipartisan e il progresso”, ha detto Obama.

La denuncia presentata dal governatore del Texas e dagli altri Stati si basa su tre punti: Obama avrebbe violato la clausola “Take care clause” della Costituzione americana (che limita la portata del potere presidenziale), la violazione delle procedure di regolamentazione da parte del governo federale e il fatto che la norma finirebbe per “esacerbare la crisi umanitaria lungo il confine meridionale, che si ripercuoterà sull’aumento degli investimenti dello Stato per le forze dell’ordine, sanità e istruzione”.

Molti di questi Stati, come il Texas, sono dislocati lungo il confine e negli ultimi decenni hanno dedicato enormi somme di denaro alla lotta all’immigrazione clandestina: spese che sarebbero state quasi inutili dopo l’approvazione della legge voluta da Obama.

Sulla questione è stato aperto anche un dibattito “formale”. Da un lato il presidente ha ripetutamente affermato che tali decisioni rientrerebbero nei poteri conferitigli. Dall’altro, gli Stati che hanno presentato la denuncia ritengono che si sarebbe trattato di una forzatura. Pat McCrory, governatore della Carolina del Nord, ha detto che “il presidente ha superato l’equilibrio delle disposizioni di potenza chiaramente enunciati nella Costituzione degli Stati Uniti”.

Il ricorso alle vie legali da parte del Texas nei confronti di Obama non è una novità: questa sarebbe la 31esima volta che un Attorney General di questo Stato fa causa contro il governo federale dal 2009 (anno di conferimento del primo mandato ad Obama).

Nella foto: Greg Abbott