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Dopo il discorso contro l’accordo sul nucleare iraniano pronunciato il 2 marzo dal premier israeliano Benjamin Netanyahu al Congresso Usa (gesto che è stato interpretato da molti come spot elettorale e che ha fatto infuriare il presidente Obama al punto da non volerlo ricevere), 47 senatori del partito Repubblicano hanno scritto una lettera aperta “ai leader della Repubblica islamica dell’Iran” in cui hanno informato che ogni accordo sul nucleare “che non è stato approvato dal Congresso” potrebbe essere cancellato dal successore di Obama con “un colpo di penna”.
La cosa ha indispettito la Casa Bianca in quanto vi è stato un palese accavallamento di poteri, con i deputati repubblicani che su un tema che non compete loro, cioè la politica estera, hanno preso il posto del presidente.
Intervenendo all’Assemblea dei Giurisperiti, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha riposto osservando che “Questo genere di lettera è senza precedenti e non è diplomatica. Di fatto, ci è stato detto che non si può avere fiducia negli Stati Uniti”, e che l’iniziativa dei 47 senatori repubblicani non ha “alcun valore giuridico ed è soltanto propaganda”.
Nella foto: il ministro degli Esteri iraniano Mohamed Javad Zarif
