di Manuel Giannantonio –
Gli americani hanno iniziato a votare per le primarie del “Super Tuesday”, una tappa nella corsa alla Casa Bianca nella quale i favoritissimi Donald Trump e Hillary Clinton sperano di prendere il largo dai rispettivi avversari nella decina di Stati in gioco.
Le votazioni sono state aperte negli Stati dove democratici e repubblicani votano simultaneamente e proseguiranno nel Colorado, dove solo i democratici voteranno, prima di concludersi con una consultazione repubblicana in Alaska.
Il magnate Donald Trump spera di confermarsi come favorito di fronte ai quattro concorrenti per l’investitura repubblicana, mentre l’ex segretario di Stato del primo mandato di Obama, Hillary Clinton, sembra per ora essere in vantaggio nei confronti del senatore del Vermont Bernie Sanders, soprattutto negli Stati dove le minoranze le conferiscono un significativo vantaggio. Nella durata di un solo giorno, circa un quinto dei delegati repubblicani e un quarto dei delegati democratici saranno eletti, tuttavia, il verdetto non sarà definitivo, poiché una trentina di Stati devono ancora pronunciarsi per designare i due candidati alle presidenziali.
Donald Trump, che si è imposto nelle prime consultazioni, è nel mirino mediatico da una settimana. Negli ultimi due giorni si è visto rimproverare il rifiuto di condannare il Ku Klux Klan, di aver twittato una citazione di Benito Mussolini e di essere un falso abbronzato.
Un sondaggio pubblicato dalla CNN indica che i democratici vincerebbero nei confronti del miliardario repubblicano con un margine confortevole. Sanders avrebbe il 55% contro il 43% delle preferenze mentre Hillary Clinton il 52% contro il 44%.
Lo show man repubblicano ha speso di tasca propria 25 milioni di dollari al giorno, lasciando intendere che se dovesse fallire il colpo del partito repubblicano, si presenterà come candidato indipendente a novembre.
I suoi avversari sono due senatori, Marco Rubio (Florida) e Ted Cruz (Texas), dalla collocazione politica decisamente diversa ma che condividono lo stesso traguardo: consolidare l’opposizione contro Trump. Soltanto Marco Rubio è riuscito a sconfiggere Donald Trump e lo ha fatto in Iowa. Questo conservatore punta la sua sopravvivenza e tutte le sue carte nel suo Stato: il Texas, in virtù del numero dei suoi delegati.
Per Hillary Clinton, si tratta di riprendersi il posto di candidato democratico favorito prima dell’insospettabile ascesa di Bernie Sanders. L’ex first lady potrebbe vedere crescere notevolmente il suo vantaggio. La Clinton gode dei favori della comunità afroamericana che rappresenta una bella fetta dell’elettorato americano mentre Bernie Sanders conta sul Massachusetts e sul suo Stato per proseguire la corsa, che chissà, potrebbe anche riservare sorprese.
