Notizie Geopolitiche

Più Donald Trump avanza nella sua corsa alla nomination (sempre che il partito dell’Elefantino non gli metta i bastoni tra le ruote), più crescono le contestazioni degli oppositori, e non c’è angolo del paese in cui si presenti che non veda proteste per la sua retorica shock: il 12 marzo il candidato ha dovuto annullare la sua serata elettorale a Chicago a causa delle tensioni, ieri alcune decine di manifestanti hanno bloccato un’autostrada in Arizona, nei pressi di Phoenix, dove il magnate doveva tenere il suo comizio, ma anche a New York nelle ultime ore vi sono state manifestazioni convocate dal gruppo “Antifascisti cosmopolitani”, con tanto di corteo nella Quinta strada, dove vi è la residenza di Trump.

Gli slogan, di contestazione per le sue parole contro gli immigrati e i gay, sono stati “espellere Trump”, “costruire un muro attorno a Trump”, “scambio un Donald con 25mila rifugiati”.