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laboratorio chimicaDel caso se era già parlato lo scorso 29 maggio, quando il dipartimento della Difesa Usa aveva inviato “per errore” spore attive di antrace, prodotte dal laboratorio di Dugway (Utah), ad una propria base militare a Seul: la potente arma batteriologica sarebbe tuttavia stata trattata in modo poco prudente, per cui, come aveva riportato un comunicato ufficiale dell’Osan Air Force Base, 22 persone erano state poste sotto trattamento medico in quanto “potrebbero essere state esposte durante un’esercitazione di addestramento”.

Oggi è accaduto che lo stesso dipartimento ha ammesso di aver spedito “per errore” nell’ultimo decennio campioni con spore del bacillo ancora vitali a 51 laboratori in 17 Stati del Paese e nel District of Columbia, oltre che in Canada, Australia e Corea del Sud.

Il Pentagono ha appurato che l’invio dell’arma batteriologica sarebbe avvenuto ricorrendo anche al corriere FedEx.

Il vicesegretario alla Difesa, Robert Work, ha comunque precisato che “Non ci sono state al momento segnalazioni di possibili casi di infezione”, anche perchè la carica batterica è molto bassa e una persona mediamente in salute non si ammalerebbe. Gli inquirenti hanno confermato che i rischi per la cittadinanza sarebbero “pari a zero”, ma 31 individui, tra i quali 23 impiegati del dipartimento della Difesa, si sono sottoposti a cure antibiotiche preventive.