di Enrico Oliari –
Dopo aver ceduto sull’aumento delle tasse per i redditi superiori ai 450mila dollari, misura necessaria per evitare il “fiscal cliff”, cioè quel baratro fiscale che avrebbe significato l’aumento delle tasse per il 98% degli americani e tagli indiscriminati, i Repubblicani americani si sono anche presi la responsabilità politica di bloccare alla Camera dei Rappresentanti il voto sul pacchetto di aiuti federali da 60,4 miliardi di dollari per le vittime dell’uragano Sandy, già passato in Senato.
I deputati Repubblicani hanno infatti ritenuto eccessivo l’impegno economico in un momento di difficoltà per il paese, per cui toccherà al Congresso successivo, uscito dalle urne lo scorso 6 novembre, a riprendere in mano la questione ripartendo da zero.
In seguito al deludente voto, si è tenuto un incontro tra lo speaker della Camera, John Boehner, ed i deputati degli Stati colpiti dall’uragano dal quale è uscita la proposta di portare in aula per venerdì prossimo un mini-pacchetto di 9 miliardi di dollari per i danni causati dalle inondazioni.
Per il proprio elettorato, il partito Repubblicano è comunque uscito con le ossa rotte dai due voti parlamentari, tanto che non pochi esponenti della stessa fazione hanno giudicato scandaloso l’atteggiamento degli eletti al Congresso: Chris Christie, il governatore conservatore dello Stato più colpito dall’uragano Sandy, il New Jersey, è apparso una furia in Tv ed ha definito il Congresso “vergognoso”, arrivando ad accusare chi a Washington mette i calcoli politici anche davanti alle tragedie: “per questo la gente li odia”.
E non da meno la reazione del presidente Obama, il quale ha chiamato dalle Hawaii, dove si trova in vacanza con la famiglia, sia Christie che il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “La Camera si è rifiutata di agire – ha affermato – anche se ci sono famiglie e intere comunità che hanno bisogno di aiuti subito per ricostruire ciò che è stato distrutto e che necessitano anche di un sostegno immediato per affrontare l’inverno”.
L’inverno, ovviamente, è iniziato da un pezzo e negli Stati Uniti si susseguono da settimane le bufere di neve: il rischio, scongiurato in extremis, dell’ultra-tassazione del ceto medio e le mancate risorse per i disastrati dell’uragano Sandy mostrano ancora una volta la fragilità del sistema solidale interno statunitense, dove non basta di certo il “davanti alle difficoltà gli americani sono uniti” dichiarato anche oggi da Barak Obama.
