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Si tratta di uno stop momentaneo, ma di fatto il Senato Usa ha disposto di bloccare il programma della Nsa (National Security Agency) utilizzato per spiare telefonate e scambio dati di milioni cittadini statunitensi e di tutto il mondo, compreso capi di stato e personaggi del mondo dell’alta finanza. Un cattivo costume, denunciato a suo tempo dalla talpa Edward Snowden, rifugiatosi poi in Russia.
L’azione che ha portato al blocco del rinnovo della sezioni del Patriot Act, in particolare la sezione del 215, ha come artefice il senatore repubblicano Paul Rand, candidato alla Casa Bianca; non solo la Nia, ma anche l’Fbi si trova ora senza la possibilità di compiere intercettazioni multiple su un unico utente con magari più contratti telefonici.
La sospensione non sarà tuttavia lunga, anche perché al Senato non mancano i numeri per rinnovare il Patriot Act nella sua forma revisionata già passata alla Camera che prevede l’utilizzo miliardi di dati telefonici ma solo per quanto riguarda la frequenza, la data e durata e non i contenuti.
Per il periodo di transizione la Nsa potrà comunque collaborare con le compagnie telefoniche per assicurarsi che avranno dei sistemi in grado di fornire i dati.
