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Il presidente Usa Donald Trump e quello cinese Xi Jinping dovrebbero incontrarsi il prossimo 27 marzo presso la residenza privata di Mar-a-Lago, in Florida. Scopo dell’incontro sarà quello di sottoscrivere i nuovi accordi commerciali a cui si è arrivati con tanta fatica, dopo che Trump è riuscito ad ottenere una severa riduzione della bilancia commerciale e soprattutto la protezione del know how.
Oggi però è tornato in auge il caso della Huawei, il colosso cinese che si occupa delle infrastrutture strategiche delle telecomunicazioni, in particolare la rete 5G, accusato apertamente dagli Usa di spiare aziende, apparati governativi ed utenti, tanto che nel novembre scorso c’è stato l’invito della Casa Bianca ai paesi alleati di non servirsi della telefonia Huawei.
Il colosso cinese ha fatto causa agli Usa per la legge che vieta alle agenzie federali statunitensi di acquistare la propria tecnologia, una legge voluta da Trump ma ritenuta incostituzionale.
A complicare ulteriormente il quadro vi è l’arresto della direttrice finanziaria del gigante cinese Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore ed oggi ad. Ren Zhengfei. La donna è stata fermata il 1 dicembre 2018 all’aeroporto di Vancouver (Canada), in uno scalo di transito, ed al momento si trova nel paese nordamericano libera dietro la cauzione di 10 milioni di dollari canadesi, circa 6,5 milioni di euro. Entro maggio il Canada dovrà decidere se accogliere la richiesta di estradizione della donna inoltrata dagli Usa, che la vorrebbero processare perché la Huawei avrebbe intrattenuto relazioni commerciali con l’Iran, paese sottoposto alle sanzioni di Washington.




