di Marco Paganelli –

L’amministrazione Obama ha condannato i raid aerei, compiuti nelle scorse ore dall’aviazione di Bashar al-Assad, su un campo profughi a Idleb, nella parte orientale della Siria.

La portavoce del Dipartimento di Stato americano Jean Psaki ha definito l’attacco del regime come “barbaro” ed ha espresso la propria disapprovazione poiché esso è avvenuto tramite barili di esplosivo che hanno compiuto “una carneficina di civili innocenti”.

E’ sempre più alta la tensione tra la Casa Bianca e il Cremlino a causa delle divergenze inerenti alle modalità con cui risolvere la situazione che sta attraversando il paese dal 2011; il vice ministro degli Esteri russo Gennady Gatilov ha ammonito ancora una volta ieri Washington sul fatto che l’azione militare contro l’Isis che sta attuando il Pentagono sul suolo siriano è una “violazione della sovranità” in quanto manca un esplicito consenso di Damasco.

Lo scenario che si è delineato non consente di ipotizzare un intervento militare occidentale contro i target dell’esercito di al-Assad a causa della contrarietà espressa da sempre in tale senso dall’Iran, dalla Cina ma soprattutto dalla Russia (Mosca dispone di una sua base a Tartus) e per le preoccupanti azioni delle ultime ore di Putin, collegate alla crisi ucraina, che ha sfidato la Nato inviando nei cieli dell’Unione Europea 26 suoi velivoli militari creando situazioni pericolose per i voli civili.