Usa. Congresso bloccato per il muro di Trump: scatta lo shutdown

di Nunzio Messere –

Costa caro agli Usa il muro anti-migranti al confine meridionale, quello che nella propaganda “sovranista” di Donald Trump avrebbe dovuto pagare il Messico: nel quadro del bilancio i repubblicani non sono riusciti a trovare la quadra con i democratici al Congresso sul finanziamento per quasi 6 miliardi di dollari della controversa opera voluta dal presidente, ed è anche mancato il via libera ad un accordo per un bilancio senza l’opera ma con un severo rafforzamento dei confini, per cui alla mezzanotte (o.l.) di venerdì è automaticamente scattato lo shutdown del governo.
Tecnicamente significa che non vi è l’approvazione per i finanziamenti ai vari dipartimenti, ovvero che non vengono finanziate le spese correnti del governo federale ritenute non indispensabili. Un quarto delle agenzie federali, dalla sicurezza interna alle forze dell’ordine, dalla raccolta delle tasse ai trasporti e ai parchi sono così state provvisoriamente chiuse e ben 400mila impiegati dovranno lavorare senza ricevere stipendio, mentre altri 200mila rimarranno semplicemente a casa. Il Pentagono continuerà ad essere pienamente operativo in quanto il suo bilancio era stato spacchettato da quello generale.
Il presidente Usa Donald Trump, che solo pochi giorni fa aveva fatto sapere di essere “orgoglioso di provocare uno shutdown per ottenere i soldi per il muro”, ha prima twitto di aver “Cancellato il mio viaggio sull’Air Force One per la Florida in attesa di vedere se i democratici ci aiuteranno a proteggere la frontiera meridionale d’America”, poi meno spavaldo in un video ha detto di augurarsi che lo shtudown non duri a lungo.

(Foto: Senato usa).