di Enrico Oliari –

Non piace al Congresso americano l’impiego dei droni, gli ormai celebri aerei senza pilota, al di fuori delle zone di guerra fatto da John Brennan, consigliere di Obama per la Sicurezza nazionale ed al vertice dell’Antiterrorismo, che alla prossima audizione della Commissione Intelligence del Senato verrà ufficialmente nominato alla direzione della Cia. A Brennan, che ha alle spalle 25 anni di servizio a Langley, gli ultimi quattro col rango di vicedirettore dell’Agenzia, viene anche rimproverato un uso eccessivo di discutibili tecniche per gli interrogatori, un eufemismo per non dire ‘torture’; lui non ci sta e difende con forza i raid dei droni, “importanti per mantenere la sicurezza nazionale”, operati secondo “standard rigorosi” in azioni mirate contro i terroristi: a Capitol Hill, messo per tre ore sotto torchio dal panel presieduto dalla democratica Dianne Feinstein, Brennan ribadisce con fermezza che il ricorso ai droni armati è “l’ultima opzione per salvare vite quando non c’è nessuna altra alternativa”, nonostante il loro impiego in Africa (Somalia e Mali) ed in Medio Oriente (Yemen, Afghanistan, Pakistan ed Iraq) sia ormai una prassi consolidata, anche se lui afferma che i droni “non sono utilizzati per punire trasgressioni passate ma per prevenirne di nuove”. Purtroppo, oltre agli ‘obiettivi’, spesso cadono sotto i colpi dei terribili aerei senza pilota anche vittime civili, come è successo addirittura in occasione di un banchetto nuziale.

Nell’’interrogatorio’ operato da deputati e senatori, il repubblicano Saxby Chambliss gli chiede se per la Cia sia meglio far fuori un terrorista di tenerlo in detenzione e Brennan gli controbatte di non aver mai preferito l’uccisione. Al contrario, la detenzione dei terroristi e gli interrogatori, afferma, hanno permesso di raccogliere “informazioni valide” per prevenire altri attacchi. Scopre così il fianco ai volponi grigi della politica americana che, questa volta, mettono lui sotto torchio, cosa avvenuta anche in passato quando, numero due della Cia, era stato accusato del suo presunto coinvolgimento diretto nel ‘detention interrogation program’ dell’Agenzia e si era parlato di pratiche brutali ed umiliazioni personali nei confronti degli interrogati.

Lui ammette, “ne ero a conoscenza e non ho mai cercato di fermarle perché erano sotto l’autorità di altre persone (…), ma già allora nutrivo preoccupazioni e obiezioni personali, per cui non saranno mai utilizzate sotto la mia direzione”.

L’intensificarsi delle domande della commissione di conferma della nomina a direttore della Cia, come mai era capitato in precedenza, è dovuto alla diffusione di un memo confidenziale del Dipartimento di Giustizia Usa dove si forniscono nuovi dettagli sulla ratio giuridica che giustificherebbe anche l’uccisione di un cittadino americano qualora ritenuto un “dirigente operativo di al-Qaeda”: Brennan ha affermato di “non ritenere appropriata la diffusione di informazioni classificate” ed ha garantito ai senatori che – se sarà confermato alla direzione della Cia – “vi sarà maggiore trasparenza”. Detta così la cosa non significa nulla, da qui la richiesta di maggiori chiarimenti, anche se lui ha affermato di voler “tenere adeguatamente informata questa Commissione non solo perché richiesto dalla legge, ma anche perché al buio non potrebbe ne’ esercitare la sua funzione di controllo ne’ appoggiare le missioni della Cia. (…) Un deficit di fiducia tra questa Commissione e la Cia sotto la mia direzione sarebbe inaccettabile”.

Tornando ai droni ed ai civili erroneamente colpiti, Brennan precisa che si tratta di eventualità “estremamente rare, molto più di quello che si può supporre, in quanto le nuove armi tecnologiche vengono usate attentamente e responsabilmente ed oggi stiamo lavorando per definire e rafforzare ulteriormente i nostri standard”.

Secondo dati riportati da Micah Zenko, analista del Council on Foreign Relations (Cfr) e autore di uno “Special report”, i qaedisti uccisi dai droni sarebbero, dalla loro entrata in azione nel 2004, oltre 2.500, mentre i civili sarebbero 150.

Su questo e su altri capitoli delicati della politica estera e di sicurezza dell’amministrazione Obama l’‘esame’ di Brenner non è ancora finito: “la Commissione Intelligence del Senato – ha annunciato Feinstein – terrà un’altra audizione la prossima settimana, questa volta a porte chiuse, sulle materie cosiddette ‘classificate’”.