di Enrico Oliari

L’ultimo grave fatto del genere era stato il 27 agosto, quando a Moneta il 41enne Vester Lee Flanagan, ex dipendente dell’emittente tv WDBJ-TV, aveva freddato in diretta la giornalista Alison Parker, 24 anni, e il cameraman Adam Ward, 27 anni.

Oggi è avvenuto che nella cittadina rurale di Roseburg (Oregon) il 26enne Chris Harper Mercer ha ucciso in un campus universitario, lo Umpqua Community College, 10 persone e ne ha ferite altre sette, prima di venire ucciso dagli agenti verso i quali aveva diretto le armi.

Il movente, ancora in fase di analisi, potrebbe essere stato la religione: il giovane prima di sparare chiedeva alle vittime se erano credenti e quale fosse la loro fede, quindi uccideva chi si professava credente e feriva alle gambe chi non rispondeva o diceva di non seguire una religione. Nel campus si è presentato con tre pistole e un fucile da assalto.

Chi lo conosceva lo ha descritto come una persona taciturna, riservata, dall’aria malaticcia, mentre in rete era attivissimo, si professava repubblicano e conservatore, nemico delle religioni.

Al di là del grave fatto di cronaca, il tema rimane tuttavia sempre lo stesso: la facilità di reperire armi negli Stati Uniti. E se il presidente Barak Obama è riuscito a riallacciare i rapporti con Cuba e ad arrivare a capo dell’accordo sul nucleare iraniano, quella sulla libera circolazione delle armi rappresenta una delle sue principali sconfitte, in un paese dove le lobby dei produttori di pistole, fucili ed ogni genere di arma ad uso e consumo dei cittadini comuni, sono inossidabili ed in grado di far valere il loro peso nella politica.

Intervenendo sull’accaduto Obama si è mostrato con un’aria quasi rassegnata, ricordando che il suo tentativo di far approvare una legislazione di controllo sulle armi da fuoco si è scontrato con il muro dei repubblicani e della National Rifle Association, organizzazione che raccoglie i produttori. “Questa sta diventando in qualche modo una routine – ha spiegato Obama -. La copertura delle notizie è una routine. La mia risposta qui su questo podio sta diventando una routine. La conversazione dopo l’accaduto è una routine. Stiamo diventando insensibili a tutto questo. Ne abbiamo parlato dopo Columbine, Blacksburg, Tucson, dopo Newtown, dopo Aurora, dopo Charleston. Non può essere così facile per chi vuole far male agli altri mettere le sue mani su una pistola”.

In agosto, dopo i fatti di Moneta (Virginia), aveva ricordato che negli Usa “C’è una pistola, all’incirca, per ogni uomo, donna e bambino in America. Quindi come si può, seriamente, sostenere che più armi ci renderanno più sicuri?” e che “Il numero di persone che in America muore a causa delle armi da fuoco è molto superiore a quello delle vittime del terrorismo”.

Il problema è sempre lì, nel secondo Emendamento, che garantisce il diritto di portare armi: “A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed”.

Solo per ricordare gli ultimi fatti: il 17 giugno 2015 a Charleston (South Carolina) Dylann Roof ha ucciso per motivi razziali nove persone nella Emanuel African Methodist Episcopal Church, una chiesa locale; l’11 febbraio dello stesso anno a Chapel Hill il 46enne Craig Stephen Hicks ha ammazzato con colpi alla testa tre studenti musulmani, Deah Shaddy Barakat, 23 anni, la moglie Yusor Abu Salha, 21 anni, e la sorella di questa Razan, 19 anni, per una mera questione di parcheggio; il 24 ottobre 2014 presso la Marysville Pilchuck High School lo studente Jaylen Fryberg ha ucciso quattro persone; il 16 settembre 2013 dodici persone sono state uccise da Aaron Alexis alla base Washington Navy Yard; il 17 giugno 2013 ad essere colpita è stata ancora una scuola: in cinque sono stati freddati da John Zawahri al Santa Monica College; il 27 settembre 2012 alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, in Connecticut, Adam Lanza uccide 26 persone, fra i quali 20 bambini; il 5 agosto 2012, al tempio Sikh del Wisconsin, Wade Michael ha ammazzato sei persone prima di suicidarsi; il 20 luglio 2012 Ad Aurora, in Colorado, il giovane James Holmes ha sparato in un cinema e ha uccisp 12 persone.

Ben 44 stati Usa hanno approvato dal 1980 leggi che garantiscono ai civili il diritto di portare con loro un’arma per protezione personale, e nel 2005 la Florida ha introdotto una legge che esonera da ogni procedimento giudiziario i cittadini che utilizzano armi per legittima difesa.