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Ancora tensioni a Ferguson, 21mila anime di cui tre quarti afroamericane situata nel Missouri dove il poliziotto bianco Darren Wilson il 9 agosto ha sparato e ucciso il 18enne di colore disarmato Michael Brown: alla notizia delle dimissioni del capo locale della polizia, Thomas Jackson, si è svolta una manifestazione pacifica di cittadini, ma improvvisamente ignoti hanno sparato verso la sede del distretto ferendo in modo serio due agenti, uno di 44 anni ed uno di 32.
L’edificio è poi stato circondato dagli agenti antisommossa, in quanto vi è il timore che possano ripetersi le violente proteste contro la polizia che si sono susseguite nei giorni seguenti l’omicidio del giovane.
Solo pochi giorni fa è stato reso noto negli Usa un rapporto del Dipartimento della Giustizia allarmante sui comportamenti razzisti della polizia in alcune aree del paese e su Ferguson il Segretario alla Giustizia Eric Holder ha fatto sapere che l’Amministrazione “ricorrerà a ogni suo potere” a Ferguson, compresa la possibilità di smantellare l’intera struttura della polizia “per formarne una completamente nuova”.
Nel rapporto si legge che nella cittadina del Missouri su 53 agenti di polizia solo tre sono di colore, in una realtà dove il 63% degli abitanti è afroamericano: i reati contestati, come pure le contravvenzioni stradali, riguardano praticamente solo la popolazione di colore, mentre gli agenti ricorrono ad un uso eccessivo della forza, sempre verso i “negri”, arrivando all’impiego di cani e di pistole Taster.
Il sindaco di Ferguson, James Knowles, ha reso note le dimissioni di due agenti e il licenziamento del responsabile della cancelleria del tribunale per “gravi pregiudizi razziali”.

