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Il presidente Usa Barak Obama lo aveva promesso da anni ed ora finalmente qualcosa si muove in merito alla chiusura del centro di detenzione per terroristi di Guantanamo: la struttura è stata in più occasioni indicata come in palese violazione dei diritti umani, anche perché molti dei reclusi non sono neppure stati sottoposti a processo.

Lo ha annunciato il portavoce della Casa Bianca Josh Earnst, il quale ha reso noto che ”L’amministrazione sta definendo gli ultimi dettagli di un piano per chiudere in maniera responsabile la prigione di Guantanamo Bay che verrà presentata al Congresso per l’approvazione”. “Si tratta – ha spiegato – di una questione su cui i responsabili della sicurezza stanno lavorando da tempo, visto che rappresenta una priorità per il presidente. Il quale ritiene che sia interesse di sicurezza nazionale chiudere la prigione di Guantanamo”.

Sono attualmente 116 i detenuti della struttura carceraria, aperta 14 anni fa per ospitare combattenti irregolari e terroristi, specialmente provenienti dal Medio Oriente.

Guantanamo è un’insenatura di 116 km² situata nell’omonima provincia, nella punta sud-est dell’isola di Cuba, a oltre 21 km a sud della città di Guantanamo, nota soprattutto per la presenza dell’omonima base navale statunitense e del relativo campo di prigionia.

Nel 1898, in occasione della guerra ispano-americana, vi arrivò la flotta Usa, che aiutò i cubani a rendersi indipendenti dalla Spagna: nel 1903 il presidente della neonata repubblica cubana, Tomás Estrada Palma, firmò il Cuban-American Treaty con il quale si stabiliva una concessione perpetua sulla baia, che sarebbe rimasta di demanio cubano, ma assegnata in gestione “uti dominus” (come fosse di loro proprietà), agli statunitensi.

Anche di recente i cubani ne hanno chiesto la restituzione.