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A pochi giorni dalla vittoria dei Repubblicani al Senato, arriva la prima tegola sulla testa del presidente Usa Barak Obama: per soli due voti non è infatti stato raggiunto il quorum necessario di 60 per avviare il dibattito interente lo Usa Freedom Act, ovvero la riforma della National Security Agency al netto dello scandalo suscitato da Edward Snowden, il quale ha svelato al mondo la cattiva abitudine dell’intelligence Usa di spiare i dati e le telefonate dei propri cittadini e di quelli di mezzo mondo, leader compresi.
Nella proposta lo Usa Freedom Act doveva mettere fine della raccolta automatica di dati dalle chiamate telefoniche degli americani, ma i Repubblicani hanno votato contro, causando lo spostamento del dibattito di un anno.
Come ha spiegato Mitch McConnell, capogruppo dei Repubblicani al Senato, ”Questo (dell’emergenza terrorismo, ndr.) è il momento peggiore possibile per legarci le mani dietro la schiena”.
