di Guido Keller

E’ consuetudine che nella corsa alla Casa Bianca i team dei candidati passino ai raggi x la vita degli avversari per scoprire debolezze e preparare attacchi mediatici. Donald Trump sembrava immune alle critiche dei democratici, non tanto per le virgole della sua esuberante personalità giudicate poco consone al ruolo di un presidente Usa, quanto perché l’originalità della sua figura imperfetta ed al di sopra dei canoni era ed è tale da dargli una sorta di immunità mediatica.

Tuttavia la pubblicazione di un video “sessista” di 11 anni fa, puntualmente diffuso dal Washington Post, ha rappresentato un duro colpo per il magnate newyorchese: in un colloquio su un autobus con il conduttore televisivo Billy Bush, ricco di battute volgari, diceva che “Quando sei una star le donne te lo lasciano fare”.

Ed ancora, “Ci ho provato, a scoparla”, “Mi sono mosso su di lei come una cagna. Ed era sposata. Poi di colpo la vedo, aveva le grosse tette finte e tutto quanto. Era rifatta”, con riferimento all’attrice Arianne Zucker. Bush aveva il microfono acceso. Sempre nello stesso dialogo ha aggiunto che “Sono attratto dalle belle donne e comincio a baciarle subito, è come un magnete. Bacio, senza aspettare. E quando sei una star puoi fare quello che vuoi. Afferrale dalla f…. Puoi fare tutto”.

Frasi pronunciate pochi mesi dopo il suo matrimonio con la terza moglie, Melania.

Troppo per un candidato in corsa per la Casa Bianca, troppo quando quello femminile rappresenta la metà dell’elettorato, troppo quando il diretto antagonista è una donna, Hillary Clinton.

E per la candidata democratica non poteva esserci occasione migliore per colpire: “E’ orripilante. Non possiamo lasciare che quest’uomo diventi presidente”, forse dimentica del caso Monica Lewinski che ha coinvolto il marito Bill. Tanto che Trump ha subito ribattuto che “Si tratta un dialogo tipico da spogliatoio maschile. E’ una conversazione privata, accaduta molti anni fa. Bill Clinton mi diceva di peggio quando giocavamo a golf insieme, molto peggio. Chiedo scusa se qualcuno si sente offeso”.

Non sono nuove le accuse di sessismo nei confronti di Donald Trump, tuttavia il pericolo maggiore per la sua candidatura arriva dalla sua parte, con esponenti repubblicani che vorrebbero sostituirlo, a poche ore dal secondo match con Clinton e a un mese dalle elezioni, con il suo vice Mike Pence, il quale potrebbe garantire il necessario aplomb di un candidato.

Il leader del Grand Old Party, Reince Preibus, ha affermato che Trump ha detto nel video “parole oscene” e che ”Nessuna donna dovrebbe essere descritta in questi termini o trattata in questa maniera”, il capogruppo al senato Mitch McConnell ha aprlato di “frasi ripugnanti e inaccettabili in ogni circostanza”, quello della Camera Paul Ryan si è detto “disgustato”, l’ex concorrente alle primarie Ted Cruz ha affermato che “i commenti del video sono inquietanti e inappropriati, e non c’è alcuna scusa che tenga. Ogni madre, figlia e moglie merita di essere trattata con dignità e rispetto”, il deputato repubblicano Jason Chaffetz ha fatto sapere che ritirerà il suo appoggio a Trump e il governatore repubblicano dello Utah, Gary Herbert, ha detto che non lo voterà perché

“Le parole di Trump oltre che offensive sono disprezzabili e anche se non posso votare per Hillary Clinton, di certo non lo farò per lui”.

E la Clinton in un tweet: “Le donne hanno il potere di fermare Trump”.