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Il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, si è recato a Boston, negli Usa, dove è stato ricevuto dall’omologo statunitense John Kerry a casa sua.
I due hanno discusso di diversi temi tra i quali i recenti (e molti) attriti fra i due paesi dovuti ai più disparati motivi, dagli attacchi degli hacker rivolti ai vari sistemi informatici delle istituzioni americane, alle tensioni nel Mar Cinese Orientale (cosa che sta portando i vari paesi dell’aerea ad aumentare la spesa in armamenti), alle proteste di Hong Kong, la cui repressione ha portato la Casa a esprimere perplessità, all’incontro fra Barak Obama e il presidente cinese Xi Jinping pervisto a Pechino per il prossimo 12 novembre. Altri punti trattati sono stati l’epidemia di Ebola, il programma nucleare iraniano (la Cina come gli Usa partecipano al “5+1”) e l’annoso problema rappresentato dalla Corea del Nord.
Per Kerry è stata l’occasione per evidenziare “molte questioni sui cui Cina e Usa stanno cooperando, anche se su alcune ci sono differenze che cerchiamo di affrontare efficacemente”, mentre Jiechi ha voluto ribadire che il rapporto fra le due nazioni deve improntato sul “rispetto reciproco”.
Probabilmente per il clima informale dell’incontro fra i due ci sono stati, come ha riferito una fonte, “una serie di franchi scambi di idee su aree di disaccordo, le aree problematiche, al fine di limare le differenze e trovare il modo di affrontarle in maniera efficace”.

