di C. Alessandro Mauceri –
Dopo l’attacco alle Torri Gemelle del settembre 2001 gli Usa lanciarono il Patriot Act, una serie di norme per far fronte al terrorismo anche a costo di violare la privacy dei cittadini. Negli anni questo strumento ha sollevato molte polemiche dato che, secondo molti, questa legge dava un potere eccessivo ad agenzie parastatali praticamente prive di ogni reale controllo da parte degli organi governativi. Lo scandalo sul potere concesso ad agenzie come la Nsa fu aspramente criticato in seguito allo scandalo dovuto alle dichiarazioni rilasciate da Edward Snowden: nel 2013, Snowden denunciò la cattiva abitudine dell’Agenzia per la sicurezza nazionale di registrare le conversazioni telefoniche di capi di stato, ministri e milioni di cittadini, spesso anche senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Nei giorni scorsi il senato degli Usa ha deciso che era giunta l’ora di modificare questa legge e di tornare a rispettare (almeno in prima battuta) i diritti dei cittadini.
Per questo il senato ha definitivamente approvato il Freedom Act, che era già stato approvato dalla Camera il 13 maggio.
Una legge che è stata votata dopo il mancato rinnovo del Patriot Act e non senza aperti scontri tra le varie fazioni presenti nel parlamento statunitense. Fino a pochi giorni fa l’autorizzazione della sezione 215 del Patriot Act (quella che prevedeva cosa poteva e non poteva fare l’Nsa) era stata sempre poco più che una banale routine. Dopo la prima approvazione nel 2001, nel 2005 era stata votata una prima proroga e un’altra nel 2011.
Ad opporsi al rinnovo della vecchia legge è stato, primo fra tutti, Paul Rand, senatore del Kentucky e candidato repubblicano alle primarie per la Casa Bianca, che ha fatto un ostruzionismo estremo fino ad impedire che la votazione per il rinnovo della legge andasse a buon fine (sarebbe dovuta avvenire improrogabilmente entro il 1 giugno). Un comportamento, il suo, che ha ricevuto critiche anche da esponenti del suo partito come i senatori, John McCain e Mitch McConnell.
Dopo il mancato rinnovo del Patriot Act, il governo degli Stati Uniti, ha approvato il Freedom Act che ha ridotto i poteri concessi all’Nsa, la quale potrà eseguire controlli sui dati telefonici, ma con nuove limitazioni. D’ora in poi saranno le aziende telefoniche a custodire i dati. Gli inquirenti potranno prenderne visione solo se in possesso di un regolare mandato del tribunale. Secondo il Guardian potrebbe trattarsi della prima vera riduzione di poteri di sorveglianza subita dall’Nsa da decenni.
La nuova norma è stata sostenuta anche dal presidente Barack Obama.
