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Donald Trump potrebbe essere “il presidente più avventato della storia americana”: lo hanno scritto in una lettera aperta pubblicata sul New York Times cinquanta superesperti repubblicani in esteri e sicurezza nazionale Usa, i quali hanno così preso le distanze dal loro candidato alla Casa Bianca, rendendo noto che non lo voteranno.

Tra loro ex consiglieri presidenziali, ex capi della sicurezza interna e dirigenti dell’intelligence, Tom Ridge e Michael Chertoff, ex segretari agli Interni, l’ex direttore dell’intelligence nazionale John Negroponte e l’ex capo della Cia Michael Hayden, i quali di sono detti “convinti che sarebbe un presidente pericoloso e che metterebbe a rischio la sicurezza e il benessere nazionale del nostro Paese”. “Non ha il carattere – hanno scritto – non ha i valori e l’esperienza per essere presidente”, dimostra “un’allarmante ignoranza di fatti fondamentali” in politica internazionale.

Ma Trump va avanti, e da Detroit ha promesso “la più grande riforma fiscale dopo Reagan”: “Con il mio piano, nessuna azienda americana pagherà più del 15% di tasse. Ridurremo le vostre imposte dal 35 al 15 per cento”.

Detroit non è stata scelta a caso come città da cui lanciare nuovamente la sua idea di riforma fiscale, poiché finita in bancarotta: “è l’esempio vivente del fallimento dell’agenda economica della mia avversaria. Ogni politica fallita in questa città e in molte altre è stata supportata da Hillary Clinton. Lei sostiene una tassazione alta che ha portato via il lavoro dalla vostra comunità”.