di Guido Keller

Usa polizia notte grandeSi è conclusa con un bagno di sangue la manifestazione di ieri sera a Dallas per protestare contro gli ultimi due casi di afroamericani uccisi dalla polizia, tra cui in Minnesota un uomo in auto con figlia e fidanzata che cercava di prendere i documenti dopo essere stato fermato per una luce dell’auto che non funzionava: cinque poliziotti bianchi sono stati uccisi in un attacco coordinato da quattro cecchini armati di fucili, che hanno aperto il fuoco verso le 21.00 (o.l.) in prossimità del luogo dove si stava concludendo il corteo pacifico. Altri sei agenti sono rimasti feriti.

La dinamica dei fatti è stata spiegata dal capo della polizia David Brown, il quale ha anche riferito che tre persone sono state arrestate e che una quarta, un uomo, è stato ucciso da un robot militare dopo essersi barricato in un garage e continuato a sparare contro gli agenti.

I rilievi effettuati dalla polizia hanno permesso di escludere la presenza nell’area di esplosivi, dopo che il quarto attentatore aveva affermato che “ci sono bombe piazzate in città”.

Da quanto si è appreso, i killer volevano uccidere esclusivamente poliziotti bianchi; gli arrestati non stanno collaborando e non hanno fatto sapere le motivazioni alla base del folle gesto.

Da Varsavia, dove si trova per il vertice Nato, il presidnete Barak Obama ha parlato di “attacco malvagio, deprecabile e calcolato”: “si è trattato di un’azione insensata, che non ha nessuna giustificazione”. “La nostra polizia – ha continuato Obama. E’ quindi tornato sull’annosa questione della piena libertà negli Usa di comprare e vendere armi, anche semiautomatici da assalto: il suo impegno per porre un freno è naufragato al Senato, dove contano le potenti lobby dei fabbricanti di armi. “Quando le persone possono avere armi molto potenti – ha detto -, sfortunatamente questi attacchi diventano ancora più letali e tragici”.