di Enrico Oliari –
Potrebbe trattarsi di una nuova frontiera del terrorismo islamico la serie di attacchi portati a termine da singoli o da pochi, spesso con auto, coltelli e armi simili: un uomo identificato col nome di Zale Thompson ha attaccato ieri notte a New York, presso il quartiere dei Queens, con un’ascia quattro agenti di polizia prima di essere abbattuto.
Le testimonianze dei poliziotti parlano di un’evidente “tendenza estremista” islamica, ed il Site (Gruppo di monitoraggio dei siti islamisti) ha riferito che l’attentatore ha postato su YouTube e Facebook commenti che indicano “un’inclinazione ultrarazzista tanto in contesto religioso che storico, con conseguenze estremiste”.
In passato era stato lo stesso leader del Califfato, Abu Bakr al-Baghdadi, a sollecitare i jihadisti residenti nei paesi occidentali a compiere iniziative individuali, ed in quest’ottica potrebbero inquadrarsi le azioni di due giorni fa di Michael Joseph Hallm (Zehaf-Bibeau) in Canada, dove è stato ucciso un militare, di cinque giorni fa ancora in Canada, dove il 25enne con simpatie jihadiste Martin Couture-Rouleau (il premier Harper lo ha definito “un terrorista ispirato all’Isil”) si è scagliato con la sua auto contro due militari canadesi, uccidendone uno, del maggio scorso a Londra, nel quartiere Woolwich, dove in due hanno barbaramente ucciso il militare 25enne Lee Rigby, o ancora del 24 maggio ad Amsterdam, dove il 29enne Mehdi Nemmouche ha ucciso due turisti israeliani e una turista francese. Gli obiettivi sembrano essere prevalentemente i militari e i poliziotti, a testimoniare lo stato di guerra dell’Isis.
Vi sono poi i numerosissimi arresti di cellule in atto di colpire, come nel caso della retata del 25 settembre a Londra, che ha permesso di fermare 9 individui tra i quali il predicatore 47enne Anjem Choudary, o ancora il raid antiterrorismo del 18 settembre in Australia, 15 arresti.

