di Giuseppe Gagliano –

La crescente competizione strategica tra Stati Uniti e Cina rischia di produrre un effetto collaterale di rilievo: la progressiva perdita, da parte di Washington, di una conoscenza diretta della società e del sistema politico cinese. La riduzione degli scambi accademici, i maggiori controlli sui ricercatori e il deterioramento delle relazioni bilaterali stanno infatti limitando la formazione di una nuova generazione di specialisti con esperienza sul campo.

Per decenni studiosi, diplomatici e ricercatori statunitensi hanno potuto osservare da vicino l’evoluzione della Cina, contribuendo a costruire un patrimonio di competenze che ha influenzato anche le decisioni della politica estera americana. Oggi, invece, l’accesso al Paese è sempre più difficile e l’analisi tende a basarsi su immagini satellitari, dati digitali e strumenti tecnologici che, pur fornendo enormi quantità di informazioni, non sostituiscono la conoscenza diretta della realtà cinese.

Negli Stati Uniti il clima di crescente diffidenza ha ridotto programmi universitari, finanziamenti e opportunità per gli studiosi della Cina, mentre Pechino ha rafforzato i controlli sugli accademici stranieri e limitato l’accesso a istituzioni e archivi. Il risultato è una progressiva diminuzione delle competenze linguistiche, culturali e politiche proprio nel momento in cui il confronto tra le due potenze richiederebbe analisi sempre più approfondite.

Le conseguenze riguardano anche la sicurezza nazionale. Comprendere la cultura strategica cinese, le dinamiche decisionali del Partito comunista e la percezione di dossier come Taiwan, il Mar Cinese Meridionale e la deterrenza nucleare è essenziale per evitare errori di valutazione in una competizione sempre più intensa. Le tecnologie consentono di monitorare infrastrutture e movimenti militari, ma non sono sufficienti a interpretare le intenzioni politiche di Pechino.

Anche il settore economico risente della crescente distanza. La minore conoscenza delle realtà locali, delle reti industriali e delle priorità delle autorità cinesi rende più difficile valutare rischi e opportunità per le imprese americane, mentre la Cina continua a investire nello studio delle istituzioni e della società statunitense.

Il rischio, secondo numerosi osservatori, è che la diminuzione delle competenze favorisca una lettura sempre più ideologica della Cina, descritta alternativamente come una potenza destinata a dominare il sistema internazionale o come un Paese prossimo al declino. Una rappresentazione semplificata che potrebbe compromettere la capacità degli Stati Uniti di gestire con efficacia il principale confronto strategico del XXI secolo.