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Lo scandalo che negli ultimi giorni ha colpito il Department of Veterans Affairs (Va) – il dicastero che si occupa degli ex combattenti delle forze armate – rischia di essere un ostacolo non da poco per il presidente americano Barack Obama. Secondo i repubblicani infatti la gestione di Obama avrebbe permesso ad alcune strutture ospedaliere controllate dal Va di falsificare alcuni dati, così da nascondere la gravità nei ritardi per l’assistenza ai reduci.

Come riporta il New York Times, la cattiva gestione e la noncuranza di quello che è il secondo dipartimento più grande degli Stati Uniti è costata la vita a 40 veterani e la testa di un alto funzionario federale. Robert Petzel, sottosegretario alla Salute per Va, si è dimesso venerdì proprio per questo scandalo.

Eric Shinseki, il veterano disabile che guida il dipartimento e che è stato incaricato da Obama di trovare le falle del sistema, tiene stretta la sua poltrona definendosi “infuriato” dallo scandalo e dalle accuse che l’hanno travolto. Le reazioni della Casa Bianca sembrano seguire un copione perfettamente applicabile a ogni crisi che rischia di minare la credibilità di Washington: dichiarazioni pubbliche che sottolineano sdegno e chiedono pazienza mentre si avanza con le indagini, continua il new York Times.

A tal proposito, Jay Carney, portavoce di Obama ha detto: “Crediamo che la cosa giusta da fare sia investigare ed esaminare a pieno la situazione, successivamente agiremo per corregge i problemi una volta identificati e assicurare i servizi forniti ai nostri veterani”. Le dichiarazioni di pubblico sdegno e le formalità di rito non bastano però a fermare le feroci critiche all’interno del Congresso contro l’amministrazione Obama. In prima linea ci sono i repubblicani che vedono in questo scandalo un’occasione da cui poter ricavare un vantaggio non indifferente nelle prossime elezioni di Midterm.