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La Corte suprema degli Stati Uniti ha dato ragione a Donald Trump sul Muslim Ban. Cinque giudici su 9 hanno infatti deliberato la piena costituzionalità dell’atto deliberato dal presidente poco dopo il suo insediamento, ovvero che l’iniziativa non rappresenta una discriminazione religiosa e soprattutto che rientra nei pieni poteri del presidente, dal momento che nel suo ruolo può operare liberamente per tutelare la sicurezza nazionale.

Il provvedimento, contro cui si erano scagliati numerosi procuratori che l’avevano poi bloccato, prevedeva di sospendere per 4 mesi l’arrivo nel paese dei rifugiati e di bloccare per tre mesi l’entrata di cittadini provenienti da Iran, Libia, Yemen, Sudan, Iraq, Siria e Somalia.

Davanti al muro dei procuratori Trump aveva provveduto a riscrivere il Muslim Ban introducendo la Corea del Nord e il Venezuela al fine di annacquare l’evidente discriminazione religiosa, ma oggi il presidente ha esultato scrivendo su Twitter che “La Corte Suprema conferma il travel ban di Trump. Wow!”, “E’ una vittoria straordinaria”.