di C. Alessandro Mauceri

Nuovo disastro ambientale dovuto all’estrazione di combustibili fossili negli Usa. Continua la fuga di gas da un pozzo per lo stoccaggio di metano nel sottosuolo della California. Il governatore Jerry Brown è stato costretto a dichiarare lo stato d’emergenza e a chiedere a oltre 4 mila famiglie di abbandonare le proprie case. Nei giorni scorsi l’Agenzia federale dell’Aviazione civile statunitense ha deciso di sospendere il traffico aereo nella zona per precauzione.

La prima fuga di gas era stata rilevata già nell’ottobre scorso: la perdita proveniva da un giacimento di gas profondo 2.400 metri, ormai esaurito e utilizzato dalla Southern California Gas Company (SoCalGas) per lo stoccaggio di metano. Inizialmente i media, anche vista la concomitanza con i lavori del COP21 a Parigi, hanno dato poco risalto alla notizia. Col passare delle settimane, però, i tecnici non sono riusciti ad arrestare la perdita e si sono aggravati gli episodi di nausea, rinoraggia e mal di testa provocati dai componenti chimici – come il benzene – solitamente utilizzati per rendere individuabile il gas che è naturalmente inodore. Inutile il tentativo delle autorità, in particolare della California Air Resources Board, di limitare la gravità della notizia indicando il basso rischio per la salute delle persone.

Le conseguenze della perdita per l’ambiente potrebbero essere devastanti: il metano è un gas serra con un potere riscaldante 86 volte maggiore di quello dell’anidride carbonica. Per questo, secondo alcuni esperti, potrebbe trattarsi del peggior disastro ambientale negli Usa dopo quello della piattaforma petrolifera della Bp nel Golfo del Messico del 2010.

Stime riferiscono che l’incidente causerà un aumento delle emissioni di gas serra del 25% rispetto a quelle normalmente causate in un anno in tutto lo stato statunitese. “È come se fossero stati bruciati 3,15 miliardi di litri di benzina”, ha spiegato Tim O’Connor, avvocato dell’organizzazione ambientalista Environment Defense Fund. “È pari all’emissione di gas serra prodotti in un giorno da 4,5 milioni di vetture”, ha aggiunto.

E la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. “Non siamo in grado di quantificare l’impatto della fuga di gas finché questa non sarà arrestata completamente”, ha dichiarato un portavoce della SoCalGas.

Il disastro di Porter Ranch ha emesso nell’atmosfera in due mesi e mezzo una dose di gas serra pari al 75% di quella prodotta in un anno da tutte le raffinerie della California. Secondo la SoCalGas ci vorranno ancora 3-4 mesi per fermare la fuga, che fuoriesce a una pressione di 2.700 chili per centimetro quadro (circa 2.600 atmosfere).

Solo il costo del metano riversato nell’atmosfera è di 11,5 milioni di dollari.