TMNews, 5 ott 12 –

I quattro russi imputati, sospettati di aver ottenuto illecitamente microtecnologie militari per Mosca negli Stati Uniti “negano ogni accusa”. Lo ha detto l’avvocato della difesa Alexey Tarasov. Otto membri della presunta rete segreta russa sono stati arrestati all’inizio di questa settimana a Houston, mentre altri tre indagati sono ancora liberi e potrebbero trovarsi fuori dagli Stati Uniti. Sette di loro sono stati formalmente accusati presso il tribunale federale di Houston ieri per esportazione illegale di tecnologia, riciclaggio di denaro e intralcio alla giustizia. I quattro indagati, tra cui il presunto capo dell’organizzazione, Alexander Fishenko, hanno cittadinanza russa, mentre gli altri sono cittadini dell’Azerbaigian, Kazakhistan e Ucraina. “Ho letto l’atto d’accusa e sembra un po’ contorto, con l’obiettivo, credo, di confondere e spaventare gli imputati”, ha detto l’avvocato. Un altro membro del collegio di difesa – ancora in via di formazione – l’avvocato Eric Reed, ritiene invece che le accuse siano abbastanza pesanti e la difesa vuole “vedere se ci sono prove a sostegno”. Durante l’udienza di oggi, il giudice dovrebbe decidere se gli imputati possono beneficiare di cauzione o di arresti domiciliari. Può inoltre decidere di trasferire il caso a New York, da dove la merce partiva verso l’estero. Il caso sta assumendo i connotati di un grosso scandalo internazionale. Per il ministero degli esteri russo la questione riguarderebbe meramente l’export illegale di microchip, ma la Difesa non sarebbe affatto coinvolta. Mosca fa anche notare di avere “seri interrogativi circa l’incapacità delle autorità americane di notificare correttamente ai nostri servizi consolari l’arresto dei nostri connazionali”. Ma la versione degli Stati Uniti è un po diversa: in Russia è stata consegnata tecnologia militare per milioni di dollari.

Secondo le forze dell’ordine statunitensi, sarebbe coinvolta una compagnia registrata a Mosca, la Apex, e un’altra attiva su Houston, Arc Electronic – guidata dal 46enne Fishchenko, naturalizzato americano – legata ai servizi segreti militari e servizi speciali della Russia. Pare tutto sia nato dalla conclusione di esperti statunitensi che i missili russi anti-nave e i MiG-35 avevano montati chip e microprocessori che sono simili o esattamente identici a quelli sviluppati negli Stati Uniti. Secondo gli investigatori, due documenti redatti in Russia potrebbero dimostrare il coinvolgimento degli indagati e loro legami con il governo russo. L’inchiesta è stata aperta a Brooklyn dai pubblici ministeri in relazione al fatto che tutti i flussi di merci destinati all’esportazione della società sono passati attraverso il Kennedy International Airport. Spesso i beni non sono stati spediti direttamente a Mosca, ma in Canada, Finlandia e Germania: il pagamento sarebbe stato effettuato dalla Russia attraverso una società registrata alle Isole Vergini britanniche, Panama e Belize.