di Viviana D’Onofrio –
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato alla nazione nella tradizionale conferenza di fine anno. Diverse le questioni affrontate dal Comandante in Capo, in primis, quella concernente la lotta al Califfato islamico. Obama ha difeso la strategia portata avanti dalla sua amministrazione contro l’Isis, ribadendo i progressi compiuti in quest’ottica, citando i raid aerei Usa in Iraq e in Siria, che, secondo il presidente, hanno colpito duramente il gruppo terroristico.
Secondo quanto affermato da Obama, l‘Isis avrebbe perso il 40% della superficie una volta controllata in Iraq e starebbe perdendo terreno anche in Siria. “I nostri attacchi aerei continueranno a colpire i jihadisti più duramente che mai”, ha aggiunto il presidente, promettendo anche di continuare a “dare la caccia“ ai leader ed ai militanti dello Stato Islamico.
“Il nostro lavoro più importante è mantenere la sicurezza dell’America. Dobbiamo rifiutarci di avere paura“, ha affermato Obama, ammettendo che è, comunque, difficile stanare i lupi solitari.
Altro tema affrontato è quello relativo alla situazione in Siria. “al-Assad deve lasciare affinché finisca questa carneficina. Ormai ha perso legittimità. Non ci sarà pace senza un governo legittimo”, ha detto il presidente, evidenziando la necessità di “una transizione politica” in Siria.
Per quanto riguarda la Libia, Obama ha detto che “chi dice che avremmo dovuto lasciare Gheddafi dimentica che aveva perso legittimità; se lo avessimo lasciato avremmo un’altra Siria in Libia. C’è stata una mancanza da parte della comunità internazionale, e gli Stati Uniti sono in parte responsabili“.
Tra le questioni affrontate dal numero uno della Casa Bianca c’è anche Guantanamo. Obama ha detto che presto presenterà un piano per la chiusura della struttura di detenzione, menzionando gli elevati costi di mantenimento del sito e la sua reputazione controversa tra i motivi alla base della volontà di chiudere la struttura. “Guantanamo è costosa ed è centrale nel reclutamento di jihadisti“, ha detto Obama.
Per concludere, il presidente ha rivendicato il ruolo importante giocato dagli Usa nel raggiungimento dello storico Accordo sul Clima di Parigi che “È stato siglato da quasi 200 nazioni ma che sarebbe stato impossibile senza la leadership degli Stati Uniti“ ed ha parlato dei risultati positivi ottenuti dalla sua amministrazione relativamente all’economia statunitense, che ha registrato un aumento di posti di lavoro ed un conseguente tasso di disoccupazione che è attualmente al di sotto del 5 per cento.

