di Manuel Giannantonio

“È tempo che Chuck Hagel lasci la guida del Pentagono”: con queste parole il presidente Usa, Barak Obama, confermato dal Giardino delle Rose della Casa Bianca il siluramento del segretario della Difesa Chuck Hagel, notizia anticipata con qualche ora di anticipo dal New York Times.

Alla base della clamorosa decisione vi sarebbero divergenze sulla strategia da adottare contro il gruppo jihadista dello Stato Islamico. Come ha spiegato un’anonima fonte dell’amministrazione Usa al prestigioso quotidiano americano, “Nei prossimi anni, sarà indispensabile adottare una posizione differente nei confronti dell’Isis”; lo stesso giornale ha riportato poi che un successore sarà rapidamente nominato e Chuck Hagel dovrebbe restare al comando fino alla successione.

Già all’inizio del mese il quotidiano newyorkese ha rivelato di una nota indirizzata a Susan Rice, il consigliere alla Sicurezza nazionale del presidente Obama, secondo la quale Chuck Hagel aveva prevenuto che la strategia Usa in Siria stava rischiando di complicarsi a causa delle confuse posizioni nei confronti del presidente siriano Bashar al-Assad.

L’annullamento, il 4 novembre, di un viaggio dello stesso Hagel in Birmania, preparato da lungo tempo, ha alimentato ulteriormente le voci sul licenziamento di oggi.

Gli Stati Uniti hanno lanciato raid aerei contro i jihadisti dello Stato Islamico in Siria dallo scorso agosto. Tuttavia, Washington si è sempre opposta a qualsiasi sostegno nei confronti di al-Assad.

L’allontanamento del 68enne Hagel, unico ministro repubblicano dell’amministrazione Obama, potrebbe comportare la revisione dell’intera squadra di sicurezza nazionale; da quanto si è appreso, il presidente avrebbe preso già due settimane fa la clamorosa decisione, dopo ripetute riunioni a porte chiuse con consiglieri e collaboratori.