di Guido Keller –
Nel suo intervento al Congresso statunitense papa Francesco non ha fatto sconti a nessuno, tanto che vi sono state numerose standing ovation ma anche momenti di entusiasmo più tiepido.
Il pontefice ha notato come “Il mondo è sempre più luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocità, commesse perfino in nome di Dio e della religione”, “e nessuna religione è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico. Questo significa che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere”.
Tuttavia è anche necessario resistere al “semplicistico riduzionismo che vede solo bene o male, o, se preferite, giusti e peccatori”: “Il mondo contemporaneo, con le sue ferite aperte che toccano tanti dei nostri fratelli e sorelle, richiede che affrontiamo ogni forma di polarizzazione che potrebbe dividerlo tra questi due campi. Sappiamo che nel tentativo di essere liberati dal nemico esterno, possiamo essere tentati di alimentare il nemico interno. Imitare l’odio e la violenza dei tiranni e degli assassini è il modo migliore di prendere il loro posto. Questo è qualcosa che voi, come popolo, rifiutate”.
Per uscire dalle crisi, spiega Francesco, economiche e geopolitiche, bisogna “restaurare la pace, rimediare agli errori, mantenere gli impegni, e così promuovere il benessere degli individui e dei popoli”.
Nel paese dove le lobby delle armi hanno peso, papa Francesco dice che ricercare la pace “significa anche essere veramente determinati a ridurre e, nel lungo termine, a porre fine ai molti conflitti armati in tutto il mondo. Qui dobbiamo chiederci: perché armi mortali sono vendute a coloro che pianificano di infliggere indicibili sofferenze a individui e società? Purtroppo, la risposta, come tutti sappiamo, è semplicemente per denaro: denaro che è intriso di sangue, spesso del sangue innocente. Davanti a questo vergognoso e colpevole silenzio, è nostro dovere affrontare il problema e fermare il commercio di armi”.
Il pontefice ha poi parlato di diritto alla vita, in una terra dove su cinauqnata stati ben 35 applicano la pena di morte: “Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te è una regola che ci indica una chiara direzione. Trattiamo gli altri con la medesima passione e compassione con cui vorremmo essere trattati. Cerchiamo per gli altri le stesse possibilità che cerchiamo per noi stessi. Aiutiamo gli altri a crescere, come vorremmo essere aiutati noi stessi. In una parola, se vogliamo sicurezza, diamo sicurezza; se vogliamo vita, diamo vita; se vogliamo opportunità, provvediamo opportunità”. Vi è quindi “la responsabilità di proteggere e difendere la vita umana in ogni fase del suo sviluppo” e quindi di abolire la pena di morte, come già chiedono i vescovi del paese.
Se da un lato il papa ha raffreddato gli animi dei repubblicani riaffermando la sua contrarietà alle armi e alla pena di morte, dall’altra i democratici sono stati interessari quando è stato toccato il tema della famiglia: i matrimoni fra le persone dello stesso sesso sono realtà in quasi tutti gli stati dell’Unione, e di recente la Corte suprema ha imposto l’introduzione delle nozze gay in tutta la nazione: “Quanto essenziale è stata la famiglia nella costruzione di questo Paese! – ha detto Francesco – E quanto merita ancora il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento! Eppure non posso nascondere la mia preoccupazione per la famiglia, che è minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno. Relazioni fondamentali sono state messe in discussione, come anche la base stessa del matrimonio e della famiglia. Io posso solo riproporre l’importanza e, soprattutto, la ricchezza e la bellezza della vita familiare”.

