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L’ex falco dell’amministrazione George W. Bush, Donald Rumsfeld, è ricomparso oggi dopo anni di latitanza mediatica per far sapere quanto a suo tempo fosse contrario ad intervenire in Iraq, arrivando a bollare come “irrealizzabile” e come un “errore” l’idea di esportare la democrazia nel paese di Saddam Hussein.

Rumsfeld era allora ministro della Difesa, per cui si era trovato a gestire una situazione che lo vedeva contrario. Almeno questo è il senso di quanto ha dichiarato oggi sulle pagine del Times, dopo 12 anni da quell’azione Usa motivata con la ricerca di armi di distruzione di massa palesemente inesistenti, che ha visto una guerra costata un milione e 300mila morti soprattutto fra i civili e che ha portato al caos di oggi, con una situazione politica perennemente ingovernabile e l’affermazione dello Stato Islamico, composto anche da ex militari dell’esercito di Saddam Hussein.

Al prestigioso Times Rumsfeld ha affermato che all’epoca non “ero uno di coloro che riteneva particolarmente adeguata la democrazia come sistema appropriato per altri Paesi, da calare dall’alto in qualsiasi momento della storia. L’idea che potessimo fabbricare la democrazia in Iraq mi sembrava irrealizzabile. Mi preoccupai molto quando sentii per la prima volta queste parole”, ma allora decise di tenere per sé questi timori.

Nessun accenno al petrolio, nessun accenno alla strategia geopolitica di portare basi militari in quella parte del mondo.

Rumsfeld se l’è poi presa anche con Obama accusandolo di aver ceduto parti di sovranità degli Stati Uniti all’espansionismo russo, ha definito la Nato e l’Onu non più in grado di funzionare ed ha auspicato nuove alleanze in grado di far fronte alle minacce mondiali che possono essere rappresentate dalle armi chimiche e, manco a dirlo, dall’Iran.

Per l’ex segretario della Difesa contro l’Isis è necessario avviare una sorta di guerra fredda fatta di lavoro di intelligence con l’obiettivo di tagliare i finanziamenti dell’organizzazione, come pure fu un errore abbandonare il leader libico Muammar Gheddafi. Anche in questo caso con il senno del poi.