di Giuseppe Gagliano –
La difesa Usa ha reso noto che la Russia ha lanciato settimana scorsa un satellite che sarebbe in grado di attaccare altri satelliti. Secondo il portavoce del Pentagono, Brig Gen Pat Ryder, il satellite è stato lanciato in un’orbita bassa terrestre e potrebbe essere un’arma spaziale. Washington continuerà a monitorare la situazione.
Mosca non ha commentato pubblicamente. Al contrario la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha accusato gli Stati Uniti di voler trasformare lo spazio in un’arena di confronto militare. Secondo il Pentagono, il satellite russo Cosmos 2576 è stato lanciato il 16 maggio dal cosmodromo di Plesetsk e si trova sulla stessa orbita di un satellite governativo statunitense.
Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, la Russia ha avvertito che i satelliti statunitensi che aiutano l’esercito ucraino potrebbero diventare bersagli legittimi. Un rapporto del Center for Strategic and International Studies di Washington ha suggerito che la Russia sta sviluppando una gamma di armi anti-satellite (ASAT), inclusi missili testati con successo nel novembre 2021.
Né Mosca, né Washington hanno fornito ulteriori dettagli.
Il lancio del satellite da parte di Mosca ha significati geopolitici rilevanti: Mosca intende rafforzare la sua posizione come potenza globale e il satellite potrebbe servire come come deterrente contro possibili azioni ostili da parte degli Stati Uniti o di altri paesi, sottolineando la capacità della Russia di difendere i propri interessi nello e dallo spazio. Con le accuse di militarizzare lo spazio da entrambe le parti, questo lancio rappresenta una risposta diretta alle preoccupazioni sollevate dagli Stati Uniti e un’affermazione delle proprie capacità nello spazio. Questo evento potrebbe influenzare le dinamiche delle relazioni internazionali, intensificando la rivalità tra Mosca e Washington e potenzialmente coinvolgendo altre nazioni nelle discussioni sulla regolamentazione delle attività spaziali militari. In un contesto di conflitti regionali, come quello in Ucraina, la capacità di attaccare i satelliti nemici potrebbe fornire un vantaggio strategico significativo, interferendo con le comunicazioni e la raccolta di informazioni del nemico.




