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Non è ancora chiaro il movente della strage di San Bernardino (Colorado) di ieri sera, quando due giovani, il 28enne Syed Farook, di religione musulmana e impiegato come ispettore all’assessorato della Salute, e la 27enne Tashfeen Malik, sono entrati in un centro disabili, l’Island Regional Center, dov’era in corso una festa natalizia sparando all’impazzata e uccidendo 12 persone.
Gli inquirenti hanno appurato che Farook aveva lavorato per la struttura, ma pochi giorni prima aveva lasciato una riunione litigando con i colleghi.
Come ha spiegato il capo della polizia di San Bernardino, Jarrod Burguan, gli assalitori sono arrivati presso il centro per disabili a bordo di un suv scuro, sono entrati “armati ed equipaggiati in un modo che indica che si fossero preparati prima, ed erano armati con armi a canna lunga, non pistole. Sono arrivati preparati per fare ciò che hanno fatto, come se fossero in una missione”.
Le analogie con altri attacchi terroristici sono notevoli, per cui le indagini sono in corso. Si sa che Farook era stato di recente in Arabia Saudita, ma ancora non se ne conosce il motivo. I due killer sono riusciti poi a svincolarsi fuggendo in automobile, ma poco dopo sono rimasti uccisi in un conflitto a fuoco con la polizia. Oltre alle vittime, vi sono stati 17 feriti, ed una terza persona è al momento in stato di fermo.
