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usaIl Texas si prepara alla sua 500esima esecuzione capitale. Ad attendere un’iniezione letale, nel braccio della morte del carcere di Huntsville, è una donna afroamericana di 52anni, Kimberly McCarthy, condannata per aver ucciso una vicina di casa nel 1997. L’esecuzione, già rimandata due volte, è prevista per la prossima settimana, ma i suoi legali stanno lottando affinchè venga sospesa, sostenendo che si tratti di una condanna ingiusta, condizionata da discriminazione razziale. La vittima di McCarthy era infatti una donna bianca di 71 anni, e come ha spiegato al Guardian l’avvocato Maurie Levin, che segue la causa dallo scorso gennaio, il processo del 2002 in cui è stata pronunciata la sentenza si è tenuto in un’area nei pressi di Dallas dove gli afroamericani rappresentano una netta minoranza: il 23 per cento, contro il 69 per cento dei bianchi. Inoltre, ha aggiunto Levin, nella giuria selezionata per affrontare il suo caso, su 13 persone solo una era afroamericana. Secondo i documenti presentati al giudice per dimostrare l’iniquità del processo di McCarthy , in Texas la formazione delle giurie sarebbe ancora condizionata da una cultura della discriminazione nata ai tempi della segregazione razziale. Nel 1963, per esempio, i procuratori che selezionavano la commissione erano invitati ad astenersi dal “prendere ebrei, negri, messicani o membri di qualsiasi minoranza, non importa quanto ricchi o istruiti”, riporta il Guardian.